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Microeolico

Quando pensiamo all’energia elettrica eolica normalmente l’associamo all’immagine di grandi spazi aperti (crinali o mare aperto) sui quali sono installate enormi pale eoliche. In realtà gli impianti eolici possono essere anche di piccole dimensioni, vengono chiamati minieolici ed hanno un impatto visivo ed ambientale sostanzialmente nullo (le dimensioni delle pale di un impianto minieolico sono dal mezzo metro di diametro a salire), producendo energia elettrica allo stesso modo, per continuità e potenza di picco, dei generatori fotovoltaici (PV).

Come funziona il microeolico?

A differenza dei pannelli fotovoltaici, che sfruttano l’energia solare per produrre energia elettrica, gli impianti minieolici fanno uso dell’energia cinetica del vento che viene trasformata direttamente in energia meccanica (in questo caso si sfrutta il movimento di pale che azionano frantoi o altro) dalla quale, successivamente, si ricava (tramite un alternatore) energia elettrica.

Tra quali modelli posso scegliere?

I sistemi minieolici sono classificati in due gruppi: rotore ad asse orizzontale e rotore ad asse verticale.

I primi sono i più classici e sono dotati di una “deriva” che rende orientabile l’asse dell’impianto in modo avere le pale sempre ortogonali alla direzione prevalente del vento, l’unica che assicura la massima captazione energetica.

I secondi, invece, non hanno invece bisogno di un orientamento particolare. Sono capaci, infatti, di captare il vento a 360 gradi e sono adatti a regimi di vento turbolenti.

Per saperne di più su legislazione e mercato

Il minieolico è adatto a vari tipi di utenza: agricoltura, industria, strutture turistiche, case private, illuminazione stardale. Il suo utilizzo è logico in aree fortemente ventilate, in modo da ridurre drasticamente il tempo di ritorno dell’investimento.