Car-pooling: la sostenibilità che parte dal parcheggio

Cos’è davvero il car-pooling?

È la condivisione dell’auto privata tra colleghi che percorrono tragitti simili, soprattutto nel percorso casa-lavoro. Un modello semplice, quasi intuitivo. E proprio per questo potentissimo.

A differenza del car sharing aziendale, il car-pooling non richiede l’acquisto o il noleggio di una flotta, non comporta investimenti in veicoli né costi di gestione assicurativa e manutentiva. Lavora su ciò che esiste già: le auto dei dipendenti. Trasforma un’abitudine individuale in una soluzione collettiva.

Perché oggi il car-pooling è più strategico di altre soluzioni?

1. Nessun investimento in flotta
Non richiede acquisto o noleggio di veicoli. Si valorizzano le auto già esistenti, riducendo costi e complessità gestionale.

2. Impatto immediato sugli Scope 3
Interviene direttamente sugli spostamenti casa-lavoro, una delle voci più rilevanti e difficili da governare nella rendicontazione ESG.

3. Attivazione rapida e scalabile
Non servono infrastrutture fisiche. Bastano una piattaforma digitale e un piano di engagement interno.

4. Cambiamento culturale
Favorisce collaborazione tra colleghi e crea una cultura aziendale orientata alla sostenibilità concreta.

5. Ottimizzazione degli spazi aziendali
Meno auto singole significa meno pressione su parcheggi e aree di sosta.

car-pooling

Anche UrbanSharing lancia il Carpooling

In questo scenario si inserisce il nuovo modulo di car-pooling di UrbanSharing, progettato non solo per facilitare l’incontro tra colleghi con percorsi compatibili, ma per trasformare la mobilità quotidiana in un dato strategico.

L’obiettivo non è semplicemente condividere un’auto, ma:

  • tracciare i chilometri condivisi,
  • calcolare in modo standardizzato la CO₂ evitata,
  • integrare i dati nei report di sostenibilità,
  • supportare mobility manager e HR con indicatori chiari.

Integrato nell’ecosistema UrbanSharing, il car-pooling diventa parte di una visione più ampia di mobilità aziendale: digitale, misurabile e orientata agli obiettivi ESG.

Perché la vera innovazione non è aggiungere nuovi mezzi, ma usare meglio quelli che abbiamo già.

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