Dietro le quinte di NHP: il nostro team building 2026

Il team NHP si è ritrovato per una giornata dedicata al rafforzamento delle relazioni interne, lungo la costa selvaggia di Posillipo.

La mattinata è stata dedicata al kayak: partenza dalla Baia delle Rocce Verdi, tappa al borgo di Marechiaro con la sua celebre Fenestella, passaggio davanti al Palazzo degli Spiriti e all’area marina protetta della Gaiola, fino alla baia di Trentaremi.

A seguire, il pranzo e un momento più libero, con una partita a pallanuoto per chi ha voluto continuare a mettersi alla prova in acqua.

La giornata si è chiusa con un momento di confronto: i responsabili delle business units sono stati invitati a riflettere sugli obiettivi raggiunti nell’ultimo anno lavorativo e su quelli futuri, in un’occasione di scambio tra le diverse funzioni aziendali.

Di seguito qualche scatto della giornata

team building 2026
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Il costo dell’energia sta salendo di nuovo. L’efficientamento è la prima difesa

Nel 2025 il PUN medio in Italia è stato di 115,9 €/MWh, in aumento del 7% sul 2024 e più alto rispetto a Francia e Spagna. Nei primi mesi del 2026 il trend non si è invertito: secondo le stime del Centro Studi Confindustria, la manifattura italiana rischia un aggravio dei costi energetici compreso tra 7 e 21 miliardi di euro nel corso dell’anno, a seconda dell’evoluzione del conflitto in Medio Oriente. Per le imprese del terziario, la bolletta elettrica è già superiore del 28,8% rispetto al 2019.

Chi gestisce un’azienda energivora non ha bisogno di previsioni per saperlo: lo vede in bolletta. La domanda utile non è se i prezzi scenderanno, ma quanto della propria spesa energetica dipende da consumi che si possono ridurre subito.

Dove si nascondono gli sprechi

Le inefficienze raramente sono visibili a occhio nudo. Un impianto che lavora fuori dai parametri ottimali, un sistema di climatizzazione sovradimensionato, un processo produttivo senza monitoraggio continuo: sono tutte voci che non compaiono come tali in bolletta, ma che la determinano.

Il monitoraggio viene prima dell’investimento

Prima di installare nuovi impianti, ha senso capire come viene usata l’energia che si ha già. Il monitoraggio continuo dei consumi individua anomalie e dispersioni che la sola lettura delle bollette non mostra. È per questo che le control room e le piattaforme di supervisione sono diventate uno strumento centrale delle strategie di gestione energetica, e non un accessorio.

Interventi di regolazione, manutenzione evoluta e gestione intelligente degli impianti possono generare risparmi misurabili senza investimenti complessi. Fotovoltaico e accumulo intervengono dopo, e amplificano un risparmio che parte da qui.

Perché conviene anche quando i prezzi si stabilizzano

Un’azienda che conosce i propri consumi non dipende dall’andamento del mercato per restare competitiva. È più preparata a variazioni di prezzo, cambiamenti normativi e nuove esigenze produttive — condizioni che, visti i dati 2026, non sono un’ipotesi remota ma lo scenario attuale.

Monitoraggio, fonti rinnovabili, accumulo e strumenti come i Power Purchase Agreement fanno parte dello stesso percorso: non ridurre solo il prezzo dell’energia, ma il modo in cui viene usata.

Il contributo di NHP

NHP supporta aziende e organizzazioni nella riduzione degli sprechi e nell’ottimizzazione delle performance energetiche, attraverso servizi integrati di monitoraggio e gestione degli impianti.

Contattaci per una valutazione dei consumi della tua organizzazione.

Smart city e 2030: cosa è cambiato davvero in città, energia e mobilità

Smart City” è un’espressione che dimostra la sua età. Nasce nei primi anni 2000, viene spinta per tutto il decennio successivo dai grandi fornitori di tecnologia — IBM con lo Smarter Cities Challenge nel 2010, poi Cisco e altri — e raggiunge il picco verso la metà degli anni Dieci. Da allora non è scomparsa, ma ha smesso di essere la parola d’ordine che era. Vale la pena chiedersi perché, prima di proiettarla al 2030 come se nel frattempo non fosse successo nulla.

La città vetrina che non si è riempita

La versione più ambiziosa era la città costruita da zero, progettata attorno a sensori e automazione e presentata come modello del futuro. Songdo, in Corea del Sud, doveva essere la prima smart city al mondo: completata, ma da anni fatica a riempirsi, spesso descritta come fredda e a tratti deserta. Masdar City, ad Abu Dhabi, nata a emissioni zero, ha ridimensionato gran parte del masterplan per ragioni di costo. Sidewalk Toronto, il quartiere “data-driven” di una controllata di Google, è stato abbandonato nel 2020 dopo anni di polemiche su dati e governance.

Il filo comune non è il fallimento tecnologico, ma l’eccesso di fiducia nella tecnologia come risposta in sé: l’idea che bastasse riempire un luogo di sensori per generare comunità e qualità della vita. I sensori funzionavano. Le città, spesso, no.

Cosa non è arrivato

Non è arrivata la città futuristica costruita tutta insieme, dall’alto, chiavi in mano. Non è arrivato il “soluzionismo tecnologico“, la convinzione che ogni problema urbano avesse una contropartita digitale. E non è arrivata la smart city come vetrina, da mostrare più che da abitare. A frenarla non è stata solo l’economia, ma anche la diffidenza: quando l’infrastruttura intelligente significa raccolta sistematica di dati sui cittadini, chiedersi chi controlla quei dati non è un dettaglio tecnico.

C’è poi un’assenza meno discussa. La smart city delle origini era pensata come fatto digitale; il verde, l’acqua, il microclima erano un dopo, non una premessa. Eppure è lì — calore, aria, gestione dell’acqua — che oggi le città si giocano gran parte della vivibilità. Il tema è rientrato in agenda con le soluzioni basate sulla natura, ma per anni l’idea di città intelligente ha dimenticato di essere anche una città ecologica.

Dove, invece, ha funzionato

Le smart city che hanno tenuto non sono città nuove di zecca, ma città esistenti che hanno introdotto la tecnologia poco alla volta, partendo dai problemi reali.

Barcellona è il caso più citato: illuminazione adattiva che ha ridotto i costi energetici di circa il 30%, sensori sulla rete idrica che hanno tagliato i consumi d’acqua di circa un quarto, superblocchi pedonali e dati aperti. Amsterdam ha puntato sulla collaborazione pubblico-privato; Vienna sulla qualità della vita più che sulla crescita; Helsinki su un gemello digitale della città e sulla mobilità integrata.

Il punto comune non è la dotazione tecnologica, ma il modello di governo: conta la capacità di coinvolgere cittadini, imprese e amministrazione, non il numero di sensori. È il rovescio della logica top-down.

Cosa ci portiamo dietro

Il concetto non è fallito: si è dissolto nell’ordinario. L’intelligenza è entrata nelle città che esistono già, un pezzo alla volta. Anche il vocabolario è cambiato: dove si diceva “smart city” oggi si dice città sostenibile o a impatto climatico zero. La Missione UE per 100 città climaticamente neutre entro il 2030 — oltre cento città europee, diverse italiane, da Bologna a Bergamo — ha di fatto assorbito il discorso sulla smart city dentro quello sulla transizione energetica. E sul terreno dell’energia ciò che era promessa oggi è impianto: Comunità Energetiche Rinnovabili, accumulo, reti che bilanciano in tempo reale domanda e offerta, ricarica, mobilità condivisa.

Il punto di vista NHP

L’intelligenza di una città non è un masterplan né una brochure: è infrastruttura e integrazione. È far dialogare fotovoltaico, accumulo, control room e flotta in sharing — sistemi che funzionano meglio insieme che da soli. Per questo le tecnologie che presidiamo non sono quelle della città vetrina, ma quelle della città che lavora: dalle CER alla gestione energetica, dalle smart grid alla mobilità elettrica condivisa. La parte poco fotogenica, ma quella che resta accesa.

La città competitiva non sarà quella con più sensori, ma quella capace di mettere insieme ciò che ha. Non è una visione da immaginare: è una trasformazione già in corso, in territori reali — e si può scegliere se attraversarla o subirla.

Vuoi scoprire come le soluzioni NHP possono supportare la trasformazione del tuo territorio? Contattaci o visita il nostro sito per conoscere i nostri progetti dedicati a energia, mobilità e innovazione sostenibile.