/grin kleimz/
Definizione
La Green Claims Directive è una proposta normativa europea nata con l’obiettivo di contrastare il fenomeno del greenwashing, ovvero l’utilizzo di dichiarazioni ambientali non verificabili, fuorvianti o prive di fondamento scientifico.
La proposta prevedeva regole comuni per garantire che ogni affermazione sulla sostenibilità di un prodotto, servizio o azienda fosse supportata da prove concrete, dati misurabili e verifiche indipendenti.
Tuttavia, nel giugno 2025 il percorso legislativo della direttiva si è arrestato e la proposta risulta attualmente sospesa. Molti dei principi che l’hanno ispirata sono però già confluiti in altre normative europee oggi effettivamente in vigore o in fase di recepimento da parte degli Stati membri.
Perché nasce?
Negli ultimi anni termini come “ecosostenibile”, “a impatto zero”, “carbon neutral” o “amico dell’ambiente” sono comparsi sempre più frequentemente nella comunicazione aziendale.
Secondo uno studio realizzato dalla Commissione Europea nel 2020 su 150 dichiarazioni ambientali presenti sul mercato europeo, oltre la metà dei claim risultava vaga, fuorviante o poco chiara, mentre circa il 40% non era supportato da evidenze verificabili. Per questo motivo l’Unione Europea ha deciso di intervenire con regole più rigorose per tutelare consumatori, imprese virtuose e mercato.
Cosa cambia davvero per le aziende?
Sebbene la Green Claims Directive sia oggi sospesa, il tema della trasparenza ambientale è già stato affrontato dall’Unione Europea attraverso la Direttiva (UE) 2024/825, nota come Empowering Consumers for the Green Transition (EmpCo).
La direttiva entrerà in applicazione dal 27 settembre 2026 e introduce nuove regole per contrastare le pratiche commerciali ingannevoli legate alla sostenibilità.
Tra le principali novità vi è il divieto di utilizzare claim ambientali generici non supportati da prove verificabili, oltre alla limitazione di dichiarazioni come “carbon neutral”, “a impatto climatico zero” o espressioni simili quando basate esclusivamente su meccanismi di compensazione delle emissioni.
Quali informazioni dovranno essere supportate?
Le nuove regole europee sulla comunicazione ambientale richiedono particolare attenzione per dichiarazioni riguardanti:
- riduzione delle emissioni di CO₂;
- utilizzo di energie rinnovabili;
- riciclabilità dei prodotti;
- risparmio energetico;
- obiettivi di neutralità climatica;
- certificazioni ambientali.
Ogni claim dovrà essere verificabile, trasparente e comprensibile per il consumatore.
Un esempio concreto riguarda le dichiarazioni di neutralità climatica. Un’azienda non potrà più presentare un prodotto come “carbon neutral” se il risultato è ottenuto esclusivamente attraverso l’acquisto di crediti di compensazione, senza una reale riduzione delle emissioni generate dalle proprie attività.
Cosa significa per la sostenibilità?
La Direttiva Green Claims rappresenta un passaggio importante nell’evoluzione della sostenibilità aziendale.
L’evoluzione della normativa europea conferma una tendenza ormai chiara: le performance ambientali devono essere sempre più misurabili, trasparenti e verificabili.
Questo approccio favorisce le aziende che investono realmente nella transizione energetica e nella riduzione del proprio impatto ambientale, distinguendole da chi utilizza la sostenibilità esclusivamente come strumento di marketing.
Il ruolo dell’energia e dei dati
Per dimostrare risultati ambientali concreti servono numeri, monitoraggio e indicatori misurabili.
Interventi come:
- efficientamento energetico;
- installazione di impianti da fonti rinnovabili;
- Comunità Energetiche Rinnovabili;
- sistemi di monitoraggio dei consumi;
- riduzione delle emissioni legate ai processi produttivi,
diventano sempre più importanti non solo per migliorare le performance ambientali, ma anche per supportare in modo credibile la comunicazione aziendale.
Curiosità
La Direttiva Green Claims nasce come parte del più ampio percorso europeo verso una comunicazione della sostenibilità più trasparente. Sebbene il suo iter sia oggi sospeso, molti dei principi che introduceva sono già stati recepiti dalla Direttiva (UE) 2024/825 (EmpCo), che entrerà in applicazione dal 27 settembre 2026 e rafforzerà le tutele contro il greenwashing all’interno del mercato europeo.
Il punto di vista NHP
Per NHP la sostenibilità non è una dichiarazione, ma un percorso misurabile.
Progettare impianti rinnovabili, sviluppare Comunità Energetiche, ottimizzare i consumi e monitorare i risultati significa costruire evidenze concrete che permettono alle aziende di affrontare le nuove sfide normative con maggiore consapevolezza.
Perché in un contesto normativo sempre più orientato alla trasparenza, la differenza la faranno le organizzazioni capaci di trasformare i propri impegni ambientali in risultati concreti e verificabili.