Sostenibilità Svelata: Overshoot day📗

/ˌəʊvəˈʃuːt deɪ/ 

s.m. – Termine inglese utilizzato per indicare il “Giorno del Sovrasfruttamento della Terra”, cioè la data in cui l’umanità consuma più risorse naturali di quante la Terra sia in grado di generare in un anno. Questo concetto aiuta a comprendere i limiti biologici del pianeta e la necessità di riorientare i modelli di produzione, consumo ed energia verso la sostenibilità.

Definizione

L’Overshoot Day rappresenta il giorno dell’anno in cui il consumo cumulato di risorse (energia, acqua, suolo, biomassa, capacità di assorbimento delle emissioni di CO2) supera la biocapacità del pianeta per quell’anno. In pratica, a partire dal quel giorno siamo a debito ecologico con la Terra.

Come si calcola

Il calcolo dell’Overshoot Day si basa su due grandezze chiave:

  • biocapacità, ovvero la quantità di risorse naturali che la Terra è in grado di rigenerare in un anno;
  • impronta ecologica, ovvero la domanda di risorse da parte dell’umanità o di una popolazione specifica.

In formula

(biocapacità/impronta ecologica)x365 = giorno dell’Overshoot Day

Ogni anno la Global Footprint Network, un’organizzazione internazionale di ricerca e sostenibilità ambientale, ricalcola la data sulla base dei dati più recenti per misurare quanto velocemente consumiamo le risorse rispetto alla capacità di rigenerazione del pianeta.

Overshoot Day 2026

Per il 2026 la data ufficiale globale dell’Earth Overshoot Day non è stata ancora annunciata, ma storicamente si posiziona intorno alla seconda metà di luglio: nel 2025 è stata il 24 luglio.

Se si guarda ai Country Overshoot Days, ovvero le date in cui i singoli paesi superano la propria biocapacità se tutta l’umanità vivesse con lo stesso stile di consumo, allora l’Italia si stima entri nel debito ecologico il 3 Maggio 2026.

Perché è importante? 

L’Overshoot Day non è solo un giorno del calendario, ma è un termometro sulla sostenibilità globale. Quando la data si sposta sempre più verso i primi mesi dell’anno, significa che l’umanità sta consumando le risorse naturali più velocemente di quanto esse possano rigenerarsi. Questo impatto eccessivo mette pressione sui sistemi naturali, con effetti concreti come:

  • intensificazione dei cambiamenti climatici,
  • deforestazione e perdita di biodiversità,
  • degradazione del suolo e scarsità d’acqua,
  • aumento della CO2 nell’atmosfera e impatti sulla salute umana.

 Come agire? 

L’Overshoot Day è uno strumento simbolico ma potente per sensibilizzare istituzioni, industrie e cittadini sull’urgenza di ridurre l’impronta ecologica con azioni concrete, come accelerare la transizione verso energie rinnovabili, aumentare l’efficienza energetica nelle attività economiche, ridurre gli sprechi alimentari e logistici, supportare modelli di economia circolare.

In questo senso, spostare la data dell’Overshoot Day il più possibile verso fine anno è un indicatore di progresso reale nella sostenibilità. 

Attualmente, l’umanità consuma risorse naturali ad un ritmo tale che servirebbero circa 1,8 Terre per sostenere lo stile di vita: questo significa che gran parte delle risorse e dei servizi ecosistemici che utilizziamo oggi derivano dall’esaurimento delle riserve naturali, piuttosto che dalla rigenerazione annuale.

Garantiamo a noi e alle future generazioni un posto migliore dove vivere e coltivare spensieratezza e rispetto verso la natura. Puoi iniziare questo percorso con NHP.

L’Eco-Stazione di Lacchiarella: un hub di mobilità sostenibile, fisico e digitale

Nel mese di dicembre è stata inaugurata la nuova Eco-Stazione del Comune di Lacchiarella, un’infrastruttura di mobilità sostenibile progettata e realizzata da NHP per E-VAI, il servizio di car sharing elettrico e ibrido di FNM Group. L’intervento rappresenta un nuovo tassello nello sviluppo di hub di mobilità multimodale, pensati per integrare servizi diversi in un unico punto, flessibile e scalabile, a supporto delle esigenze di cittadini e amministrazioni locali.

nhp eco-stazione lacchiarella

L’Eco-Stazione di Lacchiarella nasce come una planned multimodal mobility station, capace di integrare in un unico spazio fisico diversi servizi di mobilità: 

  • il car sharing con due postazioni dedicate ai veicoli ibridi ed elettrici E-VAI, ricaricabili tramite wallbox installata sulla struttura;
  • hub per il trasporto pubblico locale, grazie alla funzione di pensilina smart per l’autobus.

Un’infrastruttura pensata per far convergere più modalità di spostamento in modo semplice e intuitivo, con l’obiettivo di favorire una mobilità più efficiente, accessibile, inclusiva e sostenibile, a beneficio dell’intero territorio.

L’Eco-Stazione è alimentata da un impianto fotovoltaico da 3 kW, installato direttamente sulla struttura. La produzione energetica è monitorata da remoto, consentendo il controllo delle prestazioni e l’ottimizzazione dei consumi nel tempo. 

L’integrazione tra infrastruttura fisica ed elementi digitali è uno degli aspetti centrali del progetto: la stazione non è solo un punto di servizio, ma un nodo intelligente all’interno di un ecosistema di mobilità.

Il concept alla base dell’Eco-Stazione è quello di un sistema modulare, paragonabile a un Lego: in base alle esigenze del territorio, l’infrastruttura può essere progressivamente arricchita con nuovi servizi, sia fisici che digitali. Dalla ricarica elettrica a ulteriori soluzioni di sharing, dall’integrazione con piattaforme digitali alla connessione con altri servizi urbani, l’Eco-Stazione è pensata per evolvere nel tempo, adattandosi ai bisogni della comunità locale.

Il progetto di Lacchiarella rappresenta anche un modello replicabile in altri Comuni, capace di diventare un punto di riferimento per la mobilità sostenibile.
La modularità e l’integrazione tra servizi fisici e digitali consentono di adattare il concept alle diverse realtà territoriali, supportando così una transizione verso città più smart, accessibili ed equilibrate.

Oltre alla funzione infrastrutturale, l’Eco-Stazione si propone come hub di comunità, favorendo un approccio più consapevole alla mobilità e contribuendo alla riduzione delle emissioni e dei costi legati agli spostamenti.

È un esempio concreto di come la transizione verso una mobilità sostenibile passi da soluzioni integrate, scalabili e replicabili, capaci di coniugare tecnologia, energia rinnovabile e servizi per le persone.

Adeguamento CCI: ARERA estende i termini. Cosa cambia per gli operatori?

Nei mesi scorsi avevamo approfondito il tema dell’adeguamento al Controllore Centrale di Impianto (CCI), evidenziando obblighi, criticità operative e scadenze della Delibera ARERA 385/2025/R/eel, previste per gli impianti di produzione connessi in media tensione
(ne avevamo parlato qui).

Con una nuova delibera ARERA, la 564/2025/R/eel, il quadro regolatorio viene ora aggiornato: i termini per l’adeguamento al CCI vengono estesi, accogliendo le difficoltà operative segnalate da operatori e stakeholder di settore.

Perché ARERA interviene sui tempi?

L’estensione dei termini nasce dalla consapevolezza che l’adeguamento al CCI non è un mero adempimento formale.
Parliamo infatti di interventi che coinvolgono:

  • componenti hardware e software;
  • configurazioni specifiche richieste dai distributori;
  • coordinamento tra produttori, tecnici, vendor tecnologici e DSO.

ARERA ha quindi scelto di riallineare le scadenze, garantendo più tempo per realizzare adeguamenti tecnicamente corretti e realmente funzionali alla sicurezza e alla stabilità della rete.

La nuova delibera posticipa i termini di adeguamento per alcune categorie di impianti, riducendo il rischio di interventi affrettati e non pienamente conformi.

Le scadenze principali posticipate dalla 564/2025:

  • >= 1 MW: Adeguamento e comunicazione entro il 28 febbraio 2026,
  • >= 500 kW e < 1 MW: Adeguamento e comunicazione entro il 28 febbraio 2027,
  • >= 100 kW e < 500 kW: Adeguamento e comunicazione entro il 31 marzo 2027.

Restano però fermi alcuni punti chiave:

  • l’obbligo di dotarsi di un CCI correttamente configurato e operativo;
  • la necessità di garantire l’effettiva comunicazione con il distributore;
  • il principio per cui installare il CCI non basta, se non ne sono abilitate le funzionalità richieste.

In altre parole: più tempo sì, ma senza abbassare il livello di attenzione tecnica.

Per chi opera nel settore dell’energia, il CCI resta un tassello centrale della transizione verso una rete più digitale, flessibile e sicura.

Per NHP, che accompagna operatori e clienti nella gestione tecnica e strategica degli impianti, questo aggiornamento normativo conferma un principio chiave: la regolazione funziona davvero quando consente alle imprese di implementare soluzioni solide, non solo rapide.

Monitorare gli aggiornamenti ARERA, comprendere l’impatto reale delle delibere e tradurle in scelte operative corrette resta fondamentale per affrontare il 2026 con impianti conformi e performanti.

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