Eco-Fisco: Conto Termico 3.0, perché è un’opportunità?

Nel panorama degli incentivi per la sostenibilità energetica, il Conto Termico 3.0 è diventato uno degli strumenti più importanti per imprese, pubbliche amministrazioni e privati interessati a ridurre i propri consumi, abbattere i costi energetici e adottare tecnologie a basso impatto ambientale. Gestito dal GSE, questo incentivo (entrato in vigore ad agosto del 2025), sostituisce e semplifica le versioni precedenti, con un approccio più efficace e accessibile per gli interventi di piccola taglia.

Cos’è il Conto Termico 3.0 e perché è importante?

Il Conto Termico 3.0 è un incentivo diretto a fondo perduto: significa che il contributo, una volta approvato, viene erogato dal GSE direttamente sul conto corrente del beneficiario, senza passare per detrazioni fiscali da recuperare negli anni. Si tratta di una soluzione particolarmente interessante perché permette di recuperare una quota significativa delle spese sostenute per interventi che migliorano l’efficienza energetica degli edifici o introducono tecnologie per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

Lo strumento è pensato per supportare una vasta gamma di progetti, contribuendo direttamente alla decarbonizzazione del sistema energetico italiano e al raggiungimento degli obiettivi di efficienza e sostenibilità.

Chi può accedere al beneficio?

Una delle novità del nuovo Conto Termico è l’ampia platea di soggetti beneficiari:

  • privati cittadini e condomini, che possono intervenire sugli edifici esistenti per migliorare l’efficienza o installare tecnologie rinnovabili;
  • imprese di diversa dimensione incluse quelle del settore terziario;
  • pubbliche amministrazioni, dagli enti locali alle scuole e strutture pubbliche;
  • enti del terzo settore come associazioni e cooperative sociali;
  • CER che possono usufruire della misura per interventi collettivi o condivisi.

Questa estensione rende il Conto Termico 3.0 uno strumento trasversale, utile non solo per interventi individuali ma anche per progetti collettivi o a livello di comunità energetica.

Quali interventi sono incentivati?

Il sistema incentiva interventi che rientrano in due linee principali: l’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili. Tra gli interventi ammessi ci sono, ad esempio:

  • l’installazione di pompe di calore ad alta efficienza;
  • impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria;
  • tecnologie ibride che integrano pompe di calore e altre fonti;
  • sistemi di building automation e soluzioni di controllo energetico;
  • interventi termici integrati che combinano più tecnologie in un unico progetto.

Questi interventi sono selezionati perché consentono di ridurre i consumi energetici e le emissioni di gas serra, contribuendo in modo concreto alla transizione ecologica degli edifici e delle infrastrutture.

Come funziona l’incentivo del GSE?

Le percentuali di incentivo variano in funzione del tipo di beneficiario e di intervento. In generale, il Conto Termico 3.0 copre fino al 65% delle spese ammissibili per la maggior parte dei soggetti e può raggiungere il 100% per alcune tipologie di interventi per la PA ed edifici pubblici in comuni con meno di 15.000 abitanti.

Il GSE eroga il contributo in modo diretto:

  • per importi fino a 15.000€ in un’unica soluzione;
  • per importi superiori, rateizza in modo costante nell’arco di 2-5 anni.

Questo meccanismo di erogazione consente di pianificare con maggiore certezza i flussi finanziari, aiutando aziende e amministrazioni a gestire gli investimenti in modo più sostenibile.

Per richiedere l’incentivo si accede alla piattaforma del GSE attiva dal 2 febbraio 2026 ed è gestita interamente online con iscrizione all’Area Clienti del GSE.

NHP può aiutarti a valutare il tuo progetto, identificare gli interventi più adatti e accompagnarti nella realizzazione. Contattaci per una consulenza.

Car-pooling: la sostenibilità che parte dal parcheggio

Cos’è davvero il car-pooling?

È la condivisione dell’auto privata tra colleghi che percorrono tragitti simili, soprattutto nel percorso casa-lavoro. Un modello semplice, quasi intuitivo. E proprio per questo potentissimo.

A differenza del car sharing aziendale, il car-pooling non richiede l’acquisto o il noleggio di una flotta, non comporta investimenti in veicoli né costi di gestione assicurativa e manutentiva. Lavora su ciò che esiste già: le auto dei dipendenti. Trasforma un’abitudine individuale in una soluzione collettiva.

Perché oggi il car-pooling è più strategico di altre soluzioni?

1. Nessun investimento in flotta
Non richiede acquisto o noleggio di veicoli. Si valorizzano le auto già esistenti, riducendo costi e complessità gestionale.

2. Impatto immediato sugli Scope 3
Interviene direttamente sugli spostamenti casa-lavoro, una delle voci più rilevanti e difficili da governare nella rendicontazione ESG.

3. Attivazione rapida e scalabile
Non servono infrastrutture fisiche. Bastano una piattaforma digitale e un piano di engagement interno.

4. Cambiamento culturale
Favorisce collaborazione tra colleghi e crea una cultura aziendale orientata alla sostenibilità concreta.

5. Ottimizzazione degli spazi aziendali
Meno auto singole significa meno pressione su parcheggi e aree di sosta.

car-pooling

Anche UrbanSharing lancia il Carpooling

In questo scenario si inserisce il nuovo modulo di car-pooling di UrbanSharing, progettato non solo per facilitare l’incontro tra colleghi con percorsi compatibili, ma per trasformare la mobilità quotidiana in un dato strategico.

L’obiettivo non è semplicemente condividere un’auto, ma:

  • tracciare i chilometri condivisi,
  • calcolare in modo standardizzato la CO₂ evitata,
  • integrare i dati nei report di sostenibilità,
  • supportare mobility manager e HR con indicatori chiari.

Integrato nell’ecosistema UrbanSharing, il car-pooling diventa parte di una visione più ampia di mobilità aziendale: digitale, misurabile e orientata agli obiettivi ESG.

Perché la vera innovazione non è aggiungere nuovi mezzi, ma usare meglio quelli che abbiamo già.

Scopri di più sul nostro sito e scrivici.

Eco-Fisco: Investi in energia rinnovabile grazie all’iper ammortamento 2026

Con la Legge di Bilancio 2026, torna una delle principali misure di finanza agevolata per le imprese italiane: l’iperammortamento.

Questo strumento, in sostituzione dei crediti d’imposta previsti dai piani Transizione 4.0 e Transizione 5.0, è stato reintrodotto come incentivo fiscale potenziato dai legislatori per favorire gli investimenti effettuati per la transizione ecologica.

Cos’è l’iper ammortamento 2026?

L’iperammortamento è dunque un incentivo fiscale che consente alle aziende di maggiorare il costo di acquisto dei beni ai fini della determinazione delle quote di ammortamento o dei canoni di locazione finanziaria. In pratica, si aumenta fiscalmente il valore riconosciuto degli investimenti, permettendo alle imprese di dedurre quote maggiori rispetto al costo reale sostenuto, riducendo il reddito imponibile e quindi le imposte da pagare nel tempo.

La misura prevede tre livelli di maggiorazione fiscale in funzione dell’ammontare dell’investimento:

  • 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di €
  • 100% per investimenti tra 2,5 e 10 milioni €
  • 50% per investimenti tra 10 e 20 milioni €

Ciò significa che per un bene acquistato per 1 milione di euro, il costo fiscalmente riconosciuto può diventare 1,8 milioni, aumentando la quota di ammortamento deducibile nel tempo

Chi può beneficiarne?

Possono accedere all’iperammortamento tutte le imprese che effettuano investimenti in transizione ecologica, finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili e sistemi per l’efficienza energetica.

L’incentivo è valido dal 1 gennaio 2026 e può essere usufruito fino al 30 settembre 2028 per beni consegnati successivamente, purché l’ordine sia accettato con almeno il 20% di acconto entro il 31 dicembre 2025.

Quali sono le opportunità energetiche?

L’iperammortamento 2026 può essere applicato a beni strumentali finalizzati alla produzione autonoma di energia da fonti rinnovabili, tra cui rientrano:

  • impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo per autoconsumo;
  • tecnologie per l’efficienza energetica;
  • l’incentivo è esteso anche ai software e ai sistemi digitali funzionali alla gestione e monitoraggio energetico dell’impresa

In questo modo si può ridurre concretamente la dipendenza dalle fonti fossili, migliorare la propria efficienza energetica e contribuire agli obiettivi di sostenibilità, integrando queste tecnologie nel processo produttivo e operativo.

L’iperammortamento può cumularsi con altri incentivi nazionali e comunitari, purché la somma finale non ecceda l’importo dell’investimento sostenuto. Infine, l’incentivo opera solo in presenza di reddito imponibile sufficiente: se l’azienda non ha reddito nel periodo, la maggiorazione non viene persa ma può essere recuperata negli anni successivi, diluendo il beneficio. 

Quali sono i benefici per le aziende?

Oltre al vantaggio fiscale diretto, l’iper ammortamento:

  • rafforza la capacità competitiva grazie a tecnologie all’avanguardia;
  • facilita l’adozione di soluzioni energetiche intelligenti e sostenibili;
  • aiuta a ridurre i costi operativi nel medio-lungo periodo;
  • contribuisce alla riduzione delle emissioni e al miglioramento dei rating ESG.

NHP può supportarti nell’analisi, progettazione e implementazione di interventi energetici per massimizzare i benefici dell’iper ammortamento. Contattaci oggi stesso.