Col D.Lgs 30/2026 Stop al Greenwashing: cosa cambia davvero per le aziende?

Negli ultimi anni la sostenibilità è diventata un elemento centrale nella comunicazione aziendale. Ma proprio questa crescente attenzione ha portato con sé un rischio sempre più diffuso: il greenwashing, ovvero dichiarazioni ambientali poco trasparenti, vaghe o non verificabili.

Con l’entrata in vigore del D.Lgs. 30/2026, l’Italia introduce un cambio di passo decisivo: da oggi, comunicare la sostenibilità in modo scorretto non è più solo una cattiva pratica, ma una vera e propria violazione normativa.

Cos’è il D.Lgs. 30/2026 e perché è importante

Il decreto si inserisce nel percorso europeo di regolamentazione delle cosiddette green claims, con l’obiettivo di tutelare consumatori e mercato da informazioni fuorvianti o non dimostrabili.

Il principio è semplice, ma rivoluzionario: ogni dichiarazione ambientale deve essere dimostrabile, verificabile e trasparente.

Questo significa che non basta più “comunicare sostenibilità”: è necessario dimostrarla con dati concreti, certificazioni e metodologie riconosciute.

Cosa non sarà più possibile fare

Con il nuovo decreto, molte pratiche ancora diffuse nella comunicazione aziendale diventano rischiose o addirittura vietate se non supportate da evidenze solide.

Non sarà più possibile, ad esempio, utilizzare termini generici come “green”, “eco-friendly” o “sostenibile” senza specificare in modo chiaro su quali basi si fondano queste affermazioni.

Allo stesso modo, dichiararsi “carbon neutral” basandosi esclusivamente su meccanismi di compensazione delle emissioni non sarà più sufficiente: sarà necessario dimostrare un reale percorso di riduzione delle emissioni.

Anche le etichette ambientali non certificate da enti terzi indipendenti perderanno credibilità e potranno essere considerate fuorvianti, così come comunicare come “iniziativa volontaria” qualcosa che in realtà è già richiesto dalla normativa.

Cosa cambia per le aziende

Il D.Lgs. 30/2026 segna il passaggio da una sostenibilità “raccontata” a una sostenibilità misurata e documentata.

Per le aziende questo comporta un cambio operativo importante. Non si tratta solo di rivedere la comunicazione, ma di strutturare un approccio più solido e integrato alla sostenibilità.

Diventa fondamentale:

  • supportare ogni claim ambientale con dati verificabili, certificazioni riconosciute o analisi come la LCA (Life Cycle Assessment);
  • rendere trasparenti gli obiettivi futuri, ad esempio i percorsi verso il Net Zero, indicando tempi, strumenti e risultati attesi;
  • fornire informazioni chiare su aspetti sempre più rilevanti come durabilità, riparabilità e ciclo di vita dei prodotti.

In altre parole, la sostenibilità entra a pieno titolo nei processi aziendali, non solo nella comunicazione.

Tempistiche e sanzioni

Le aziende avranno tempo fino al 27 settembre 2026 per adeguarsi alle nuove disposizioni. Dopo questa data, il mancato rispetto delle regole potrà comportare sanzioni significative, fino a 10 milioni di euro o al 4% del fatturato annuo.

Un’opportunità, non solo un vincolo

Se da un lato il decreto introduce nuovi obblighi, dall’altro rappresenta anche un’opportunità per le aziende che vogliono distinguersi in modo credibile.

In un mercato sempre più attento ai temi ESG, la trasparenza diventa un vantaggio competitivo. Le imprese che sapranno dimostrare concretamente il proprio impegno ambientale potranno rafforzare la fiducia di clienti, investitori e stakeholder.

Il ruolo di NHP

In questo scenario, il supporto tecnico e strategico diventa fondamentale.

NHP affianca aziende e pubbliche amministrazioni nello sviluppo di progetti di efficientamento energetico, integrazione di fonti rinnovabili e monitoraggio dei consumi, fornendo dati concreti e misurabili su cui costruire una comunicazione sostenibile autentica.

Perché oggi più che mai la domanda non è solo “cosa comunico”, ma: la mia sostenibilità è davvero misurabile, verificabile e dimostrabile?

Vuoi costruire un percorso di sostenibilità concreto e conforme alle nuove normative? Contattaci o visita il nostro sito per scoprire come possiamo supportarti.

Hydrogen Horizons – Hydrogen Valleys quando il territorio diventa un ecosistema energetico

Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di Hydrogen Valleys, le Valli dell’Idrogeno. Il termine può sembrare tecnico, ma l’idea che rappresenta è molto semplice: non un singolo impianto per produrre idrogeno, ma un ecosistema energetico territoriale in cui produzione, stoccaggio e utilizzo dell’idrogeno convivono nello stesso distretto.

L’obiettivo è creare luoghi in cui l’idrogeno viene prodotto da fonti rinnovabili e utilizzato direttamente nelle attività industriali, nei trasporti o nei servizi energetici del territorio. Un approccio che permette di affrontare uno dei problemi storici dell’idrogeno: il cosiddetto dilemma dell’uovo e della gallina. Senza domanda non si investe nella produzione, ma senza produzione la domanda fatica a nascere. Le Hydrogen Valleys provano a risolvere questo paradosso mettendo nello stesso spazio produzione, infrastrutture e utilizzatori finali, riducendo anche i costi e la complessità del trasporto.

La spinta europea: RED III e PNRR

Non è un caso che l’Europa stia puntando molto su questo modello. La direttiva RED III ha fissato obiettivi ambiziosi per la diffusione dell’idrogeno rinnovabile, prevedendo che entro il 2030 una quota crescente dell’idrogeno utilizzato dall’industria provenga da fonti rinnovabili.

In questo scenario, l’Italia ha un ruolo rilevante. Con una domanda di circa 0,6 milioni di tonnellate all’anno, il nostro Paese è tra i principali consumatori europei di idrogeno, utilizzato soprattutto nei settori della raffinazione e della chimica. Per accelerare la transizione verso l’idrogeno verde, il PNRR ha destinato circa 2 miliardi di euro allo sviluppo delle Hydrogen Valleys, con l’obiettivo di favorire la decarbonizzazione dei settori industriali 

Tra i casi più concreti e avanzati in Italia c’è il progetto Hydroplastic, nato dalla partnership tra Jcoplastic e NHP — co-partner fin dalla candidatura — e localizzato a Battipaglia, in Campania. Selezionato nell’ambito dell’IPCEI Hy2Use, il programma europeo strategico per lo sviluppo della filiera dell’idrogeno cofinanziato dal MIMIT attraverso il PNRR, ha ottenuto 13 milioni di euro di finanziamento pubblico — il più consistente di questo tipo in Campania.

NHP ha progettato l’intero impianto di produzione di idrogeno verde, cuore tecnologico di un sistema energetico integrato che comprende un parco fotovoltaico da circa 12,5 MWp e un elettrolizzatore da 3 MW. Di giorno l’energia solare alimenta l’elettrolisi; l’idrogeno prodotto viene stoccato e, nelle ore notturne o di picco, riconvertito in elettricità attraverso celle a combustibile — garantendo continuità energetica senza emissioni 24 ore su 24, per una produzione annua stimata di circa 150 tonnellate di idrogeno verde.

Durante il giorno l’energia solare da fonte rinnovabile alimenterà la produzione di idrogeno verde, che potrà essere stoccato e utilizzato durante la notte, contribuendo a rendere il sito industriale sempre più autonomo dal punto di vista energetico.

Ma questo progetto non riguarda solo la tecnologia.
Uno degli aspetti più significativi è la rigenerazione di un’area industriale dismessa. La Hydrogen Valley sorgerà infatti nel sito dell’ex stabilimento Treofan, trasformando quello che era diventato un simbolo di crisi industriale in un nuovo polo produttivo legato alle tecnologie energetiche del futuro.

Il progetto prevede anche il reinserimento lavorativo di 51 dipendenti, accompagnato da percorsi di formazione sulle nuove competenze energetiche attraverso la Jco Academy. Il sito è stato inoltre inserito nel progetto europeo PRHyUS, che punta a sviluppare modelli replicabili per l’espansione dell’idrogeno rinnovabile nelle industrie energivore.

Le Hydrogen Valleys rappresentano oggi uno dei laboratori più interessanti della transizione energetica. Collegando produzione rinnovabile, industria e mobilità all’interno dello stesso territorio, questi progetti possono contribuire a rafforzare la resilienza energetica locale e la competitività dei distretti industriali. Nel lungo periodo molte di queste iniziative potrebbero diventare nodi di una futura Hydrogen Backbone europea, una rete infrastrutturale capace di collegare tra loro i principali poli di produzione e consumo di idrogeno nel continente.

Perché, sempre più spesso, la transizione energetica non riguarda solo nuove tecnologie, ma nuovi ecosistemi territoriali capaci di produrre e utilizzare energia in modo integrato.
Scopri questo e tutti gli altri progetti di NHP sul nostro sito.

Eco-Fisco: Conto Termico 3.0 lo sportello è tornato aperto. È il momento di agire!

Lo sportello GSE per il Conto Termico 3.0 è tornato operativo. Il portale per la presentazione delle richieste ha riaperto il 13 aprile 2026 alle ore 12:00, segnando la ripresa di uno degli incentivi più attesi dell’ultimo anno in materia di efficienza energetica.

Perché era stato sospeso?

Lo scorso 3 marzo 2026 il GSE aveva disposto la sospensione temporanea dell’invio di nuove richieste, a seguito dell’elevato numero di domande presentate nei primi giorni di apertura del portale: le richieste avevano raggiunto complessivamente circa 1,3 miliardi di euro, rendendo necessario uno stop per consentire le attività di verifica e istruttoria delle pratiche.

Un segnale fortissimo: mai nella storia dei precedenti Conti Termici si era registrato un simile afflusso di domande. Il mercato ha risposto con entusiasmo, e le risorse disponibili — 900 milioni di euro annui, suddivisi in 500 milioni per privati e imprese e 400 milioni per la Pubblica Amministrazione — hanno subito mostrato la loro attrattività.

conto termico 3.0 riapre nhp

Cosa cambia con la riapertura?

Con la riapertura del portale è stata prevista anche una proroga dei termini per l’invio delle istanze la cui scadenza ricadeva nel periodo di sospensioni: una buona notizia per chi aveva pratiche già impostate e temeva di perdere il diritto all’incentivo.

Un’altra novità importante: il 15 aprile 2026 sarà pubblicato nella sezione dedicata il catalogo degli apparecchi prequalificati GSE, uno strumento chiave per tecnici e progettisti, perché consentirà di semplificare la compilazione delle richieste di incentivo e ridurre il rischio di errori tecnici e documentali.

Nella fase attuale il sistema consente esclusivamente la modalità di accesso diretto, ovvero per interventi già conclusi. Restano in attesa di attivazione la prenotazione degli incentivi per le Pubbliche Amministrazioni e altre modalità operative, su cui il GSE ha annunciato ulteriori comunicazioni e FAQ nelle prossime settimane.

Cosa ricordare prima di presentare domanda

Se stai pensando di accedere al Conto Termico 3.0, questi sono i punti chiave da tenere a mente:

  • il contributo è a fondo perduto ed è erogato direttamente sul conto corrente del beneficiario, senza detrazioni fiscali pluriennali;
  • l’incentivo copre fino al 65% delle spese ammissibili per privati e imprese, fino al 100% per determinate tipologie di intervento delle PA in comuni sotto i 15.000 abitanti;
  • per le imprese è obbligatorio inviare un’istanza preliminare al GSE prima dell’avvio dei lavori e non sono ammessi interventi su impianti alimentati a fonti fossili, incluso il gas naturale;
  • per gli interventi sull’involucro è necessario garantire un miglioramento della prestazione energetica di almeno il 10% (che sale al 20% in caso di interventi multipli);
  • il termine generale per presentare domanda è 90 giorni dalla fine lavori (con proroga per le scadenze cadute nel periodo di blocco).

Ne avevamo già parlato: non è una sorpresa

Avevamo già approfondito questo strumento a febbraio, nel nostro articolo dedicato — Conto Termico 3.0: perché è un’opportunità — quando il meccanismo era appena diventato operativo. Chi ci segue sa già che si tratta di uno degli incentivi più accessibili e diretti oggi disponibili per chi vuole investire nell’efficienza energetica senza aspettare anni per recuperare le spese.

La riapertura del portale conferma che lo strumento funziona, che il mercato risponde, e che se hai interventi già conclusi o in corso questo è il momento di muoversi.

NHP può affiancarti in tutto il percorso: dalla valutazione iniziale degli interventi ammissibili alla predisposizione della documentazione tecnica, fino alla presentazione della domanda sul portale GSE. Contattaci per una consulenza.