Hydrogen Horizons – Stoccaggio dell’idrogeno 2.0 Le spugne molecolari che potrebbero cambiare il futuro dell’energia

Nella precedente puntata di Hydrogen Horizons abbiamo provato a fare chiarezza su alcuni dei luoghi comuni più diffusi sull’idrogeno, distinguendo tra percezioni e realtà tecnologica.
Per chi se la fosse persa, puoi leggerla qui: “Miti e realtà sull’idrogeno”.

Tra i temi che emergono più spesso nel dibattito pubblico c’è quello dello stoccaggio: come conservare l’idrogeno in modo sicuro ed efficiente?

Oggi le soluzioni più diffuse prevedono serbatoi ad altissima pressione — fino a 700 bar — oppure la liquefazione a temperature estremamente basse. Tecnologie efficaci, ma complesse e costose.

Negli ultimi anni la ricerca sta però esplorando una strada diversa: lo stoccaggio allo stato solido. Alcuni materiali sono in grado di assorbire l’idrogeno nella propria struttura, trattenendolo come una sorta di spugna microscopica. Questo approccio potrebbe rendere lo stoccaggio più sicuro, compatto ed efficiente.

stoccaggio idrogeno spugne molecolari

Leghe ad alta entropia: più energia nello stesso spazio

Tra i materiali più promettenti ci sono le High-Entropy Alloys (HEA), leghe metalliche composte da più elementi in proporzioni simili.
La loro struttura crea numerosi siti in cui l’idrogeno può inserirsi, permettendo di raggiungere rapporti idrogeno/metallo fino a 2,5, superiori a quelli dei materiali tradizionali.

In pratica significa immagazzinare più energia nello stesso volume, un fattore importante soprattutto nelle applicazioni di mobilità e trasporto.

Un’altra famiglia di materiali molto studiata è quella dei Metal-Organic Frameworks (MOF).

Si tratta di strutture ibride altamente porose composte da metalli e molecole organiche. La loro superficie interna può essere enorme: in alcuni casi un solo grammo di materiale può avere una superficie paragonabile a quella di un campo da calcio.

Grazie a questa porosità, i MOF possono intrappolare le molecole di idrogeno tramite adsorbimento fisico, comportandosi come vere e proprie “spugne molecolari”.

Uno dei principali vantaggi dello stoccaggio allo stato solido riguarda la sicurezza.
Poiché l’idrogeno viene trattenuto nel materiale, è possibile operare a pressioni molto più basse rispetto ai tradizionali serbatoi ad alta pressione, riducendo i rischi legati a perdite o incidenti.

Materiali riciclati e nuove filiere industriali

La ricerca sta inoltre esplorando la possibilità di produrre questi materiali a partire da scarti metallici, riducendo i costi e l’impatto ambientale dell’estrazione di nuove materie prime.

L’obiettivo indicato da diversi programmi di ricerca è ambizioso: portare il costo dello stoccaggio al di sotto dei 10 euro per chilogrammo di idrogeno.

La frontiera dei materiali

La transizione energetica non dipende solo dalle fonti rinnovabili o dalle infrastrutture energetiche. Sempre più spesso la vera innovazione nasce dalla materia stessa: nuovi materiali capaci di cambiare il modo in cui produciamo, immagazziniamo e utilizziamo l’energia.

Le leghe ad alta entropia e i framework metallo-organici rappresentano una delle frontiere più promettenti della ricerca sull’idrogeno. Tecnologie ancora in fase di sviluppo, ma che potrebbero contribuire a rendere questo vettore energetico più sicuro, più efficiente e più accessibile nei prossimi anni.

Turismo e mobilità sostenibile: UrbanSharing alla BMT di Napoli

Alla Borsa Mediterranea del Turismo 2026, che si è svolta alla Mostra d’Oltremare di Napoli, si è parlato anche di mobilità sostenibile e di come i servizi per gli ospiti stiano cambiando insieme al settore dell’ospitalità.

Sabato 14 marzo NHP è stata invitata da ABBAC – Associazione Bed & Breakfast ed Affittacamere della Campania a intervenire nel panel “ABBAC Extralberghiero – Le nuove norme che cambiano il settore”, dedicato alle trasformazioni normative e operative che stanno interessando il mondo dell’extra alberghiero.

Turismo e Mobilità Sostenibile BMT e NHP

L’occasione è nata anche dalla recente convenzione siglata tra NHP e ABBAC, che permetterà agli associati di accedere ai servizi di mobilità sostenibile della piattaforma UrbanSharing a condizioni dedicate.

Durante l’incontro è stato presentato il modello UrbanSharing e le opportunità che può offrire alle strutture ricettive: dalla possibilità di mettere a disposizione degli ospiti servizi di mobilità condivisa, fino alla creazione di reti territoriali che facilitino gli spostamenti dei visitatori.

Turismo e Mobilità Sostenibile BMT e NHP

Oggi, infatti, l’esperienza turistica non termina con l’arrivo a destinazione. Sempre più viaggiatori cercano soluzioni semplici per muoversi sul territorio, raggiungere luoghi meno serviti dal trasporto pubblico e vivere il territorio in modo più autentico.

In questo scenario, strumenti digitali e servizi di mobilità condivisa possono diventare un nuovo valore per le strutture ricettive e allo stesso tempo contribuire a ridurre traffico, emissioni e impatto ambientale nei territori più turistici.

Scopri di più su UrbanSharing e tutti i servizi di NHP per la tua attività sul nostro sito.

KEY Energy 2026: la transizione energetica entra nell’era delle infrastrutture integrate

Il team di NHP è tornato nuovamente al KEY – The Energy Transition Expo, uno degli appuntamenti europei più importanti dedicati alla transizione energetica, ospitato come ogni anno presso il quartiere fieristico di Rimini Fiera.

KEY è ormai uno dei principali appuntamenti europei dedicati alla transizione energetica, un luogo di incontro tra aziende, operatori del settore, istituzioni e fornitori tecnologici impegnati nello sviluppo di soluzioni per un sistema energetico più sostenibile ed efficiente. Per realtà come NHP rappresenta un’occasione concreta per osservare da vicino l’evoluzione delle tecnologie energetiche e confrontarsi con i principali attori della filiera.

key energy 2026

Uno dei segnali più chiari emersi da questa edizione riguarda il progressivo spostamento dell’attenzione dalle singole tecnologie alle infrastrutture energetiche integrate. Se negli anni passati l’attenzione era concentrata soprattutto su soluzioni specifiche — come fotovoltaico, sistemi di accumulo o mobilità elettrica — oggi il tema centrale è la loro integrazione all’interno di sistemi energetici sempre più complessi.

Produzione distribuita da fonti rinnovabili, sistemi di accumulo, elettrificazione dei consumi e gestione intelligente dei carichi devono ormai essere progettati come parti di un unico ecosistema energetico. La transizione energetica non è più soltanto una questione di tecnologie, ma di sistemi energetici capaci di dialogare tra loro e di funzionare in modo coordinato.

Tra i temi più discussi durante la fiera c’è stato naturalmente anche quello delle Comunità Energetiche Rinnovabili, che stanno progressivamente passando da opportunità normativa a modello operativo concreto per territori e imprese. Oggi la sfida non riguarda più solo il quadro regolatorio, ma soprattutto la capacità di sviluppare strumenti digitali, modelli di gestione e infrastrutture in grado di rendere queste configurazioni semplici da realizzare e sostenibili nel lungo periodo.

key energy 2026

In questo contesto, la digitalizzazione gioca un ruolo sempre più centrale. Piattaforme di monitoraggio energetico, sistemi di analisi dei dati e strumenti di gestione intelligente dei consumi permettono oggi alle aziende di ottimizzare l’uso dell’energia, integrare produzione e domanda energetica e migliorare l’efficienza dei propri siti produttivi e immobiliari.

Partecipare a eventi come KEY rappresenta inoltre un’importante occasione di confronto con il proprio ecosistema industriale. La fiera è infatti anche un momento prezioso per incontrare partner tecnologici e fornitori, rafforzare relazioni consolidate e sviluppare nuove collaborazioni. In un settore come quello energetico, in cui le soluzioni nascono sempre più spesso dall’integrazione tra competenze diverse, il dialogo lungo la filiera diventa un elemento fondamentale per trasformare l’innovazione tecnologica in progetti concreti.

key energy 2026

Ciò che emerge con chiarezza è che la transizione energetica sta entrando in una nuova fase: non più solo sviluppo di tecnologie, ma integrazione tra infrastrutture, sistemi energetici intelligenti e nuovi modelli di gestione dell’energia. Per operatori come NHP, impegnati nello sviluppo di soluzioni per l’efficienza energetica, le comunità energetiche e la mobilità sostenibile, momenti di confronto come questo rappresentano un’occasione preziosa per interpretare le evoluzioni del settore e continuare a progettare soluzioni concrete per imprese e territori.
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