L’Eco-Stazione di Lacchiarella: un hub di mobilità sostenibile, fisico e digitale

Nel mese di dicembre è stata inaugurata la nuova Eco-Stazione del Comune di Lacchiarella, un’infrastruttura di mobilità sostenibile progettata e realizzata da NHP per E-VAI, il servizio di car sharing elettrico e ibrido di FNM Group. L’intervento rappresenta un nuovo tassello nello sviluppo di hub di mobilità multimodale, pensati per integrare servizi diversi in un unico punto, flessibile e scalabile, a supporto delle esigenze di cittadini e amministrazioni locali.

nhp eco-stazione lacchiarella

L’Eco-Stazione di Lacchiarella nasce come una planned multimodal mobility station, capace di integrare in un unico spazio fisico diversi servizi di mobilità: 

  • il car sharing con due postazioni dedicate ai veicoli ibridi ed elettrici E-VAI, ricaricabili tramite wallbox installata sulla struttura;
  • hub per il trasporto pubblico locale, grazie alla funzione di pensilina smart per l’autobus.

Un’infrastruttura pensata per far convergere più modalità di spostamento in modo semplice e intuitivo, con l’obiettivo di favorire una mobilità più efficiente, accessibile, inclusiva e sostenibile, a beneficio dell’intero territorio.

L’Eco-Stazione è alimentata da un impianto fotovoltaico da 3 kW, installato direttamente sulla struttura. La produzione energetica è monitorata da remoto, consentendo il controllo delle prestazioni e l’ottimizzazione dei consumi nel tempo. 

L’integrazione tra infrastruttura fisica ed elementi digitali è uno degli aspetti centrali del progetto: la stazione non è solo un punto di servizio, ma un nodo intelligente all’interno di un ecosistema di mobilità.

Il concept alla base dell’Eco-Stazione è quello di un sistema modulare, paragonabile a un Lego: in base alle esigenze del territorio, l’infrastruttura può essere progressivamente arricchita con nuovi servizi, sia fisici che digitali. Dalla ricarica elettrica a ulteriori soluzioni di sharing, dall’integrazione con piattaforme digitali alla connessione con altri servizi urbani, l’Eco-Stazione è pensata per evolvere nel tempo, adattandosi ai bisogni della comunità locale.

Il progetto di Lacchiarella rappresenta anche un modello replicabile in altri Comuni, capace di diventare un punto di riferimento per la mobilità sostenibile.
La modularità e l’integrazione tra servizi fisici e digitali consentono di adattare il concept alle diverse realtà territoriali, supportando così una transizione verso città più smart, accessibili ed equilibrate.

Oltre alla funzione infrastrutturale, l’Eco-Stazione si propone come hub di comunità, favorendo un approccio più consapevole alla mobilità e contribuendo alla riduzione delle emissioni e dei costi legati agli spostamenti.

È un esempio concreto di come la transizione verso una mobilità sostenibile passi da soluzioni integrate, scalabili e replicabili, capaci di coniugare tecnologia, energia rinnovabile e servizi per le persone.

Adeguamento CCI: ARERA estende i termini. Cosa cambia per gli operatori?

Nei mesi scorsi avevamo approfondito il tema dell’adeguamento al Controllore Centrale di Impianto (CCI), evidenziando obblighi, criticità operative e scadenze della Delibera ARERA 385/2025/R/eel, previste per gli impianti di produzione connessi in media tensione
(ne avevamo parlato qui).

Con una nuova delibera ARERA, la 564/2025/R/eel, il quadro regolatorio viene ora aggiornato: i termini per l’adeguamento al CCI vengono estesi, accogliendo le difficoltà operative segnalate da operatori e stakeholder di settore.

Perché ARERA interviene sui tempi?

L’estensione dei termini nasce dalla consapevolezza che l’adeguamento al CCI non è un mero adempimento formale.
Parliamo infatti di interventi che coinvolgono:

  • componenti hardware e software;
  • configurazioni specifiche richieste dai distributori;
  • coordinamento tra produttori, tecnici, vendor tecnologici e DSO.

ARERA ha quindi scelto di riallineare le scadenze, garantendo più tempo per realizzare adeguamenti tecnicamente corretti e realmente funzionali alla sicurezza e alla stabilità della rete.

La nuova delibera posticipa i termini di adeguamento per alcune categorie di impianti, riducendo il rischio di interventi affrettati e non pienamente conformi.

Le scadenze principali posticipate dalla 564/2025:

  • >= 1 MW: Adeguamento e comunicazione entro il 28 febbraio 2026,
  • >= 500 kW e < 1 MW: Adeguamento e comunicazione entro il 28 febbraio 2027,
  • >= 100 kW e < 500 kW: Adeguamento e comunicazione entro il 31 marzo 2027.

Restano però fermi alcuni punti chiave:

  • l’obbligo di dotarsi di un CCI correttamente configurato e operativo;
  • la necessità di garantire l’effettiva comunicazione con il distributore;
  • il principio per cui installare il CCI non basta, se non ne sono abilitate le funzionalità richieste.

In altre parole: più tempo sì, ma senza abbassare il livello di attenzione tecnica.

Per chi opera nel settore dell’energia, il CCI resta un tassello centrale della transizione verso una rete più digitale, flessibile e sicura.

Per NHP, che accompagna operatori e clienti nella gestione tecnica e strategica degli impianti, questo aggiornamento normativo conferma un principio chiave: la regolazione funziona davvero quando consente alle imprese di implementare soluzioni solide, non solo rapide.

Monitorare gli aggiornamenti ARERA, comprendere l’impatto reale delle delibere e tradurle in scelte operative corrette resta fondamentale per affrontare il 2026 con impianti conformi e performanti.

Resta aggiornato con noi, seguendoci sul nostro sito www.nhp.it, sul nostro blog e sui nostri social.

Hydrogen Horizons – Elettrolizzatore: cos’è e come funziona

Nel dibattito sulla transizione energetica, l’idrogeno sta conquistando sempre più spazio. Ma per capire davvero il suo ruolo, bisogna partire da uno strumento tanto tecnologico quanto semplice nel concetto: l’elettrolizzatore.
È la macchina che permette di produrre idrogeno a partire dall’acqua, utilizzando elettricità. E quando quella elettricità proviene da fonte rinnovabile, il risultato è un idrogeno completamente “verde”.

Dall’acqua all’energia: il processo passo dopo passo

Un elettrolizzatore funziona applicando una corrente elettrica all’acqua. La molecola di H₂O, composta da due atomi di idrogeno e uno di ossigeno, viene “scissa” grazie a questo impulso di energia.
Il processo si chiama elettrolisi e porta a due risultati distinti:

  • Idrogeno (H₂), che può essere raccolto e utilizzato come vettore energetico in diversi settori—dall’industria alla mobilità.
  • Ossigeno (O₂), un sottoprodotto spesso rilasciato in atmosfera o utilizzato in ambito industriale.

L’idrogeno ottenuto è un gas leggero, pulito e molto versatile. Può essere stoccato, trasportato, trasformato in elettricità tramite celle a combustibile o impiegato nei processi industriali ad alta temperatura. Il punto di forza è che durante il suo utilizzo non emette CO₂.

hydrogen horizons elettrolizzatore cos'è come funziona

Perché l’energia rinnovabile fa la differenza

L’elettrolisi è un processo semplice, ma non banale: richiede elettricità.
E qui entra in gioco un fattore decisivo. Se l’energia che alimenta l’elettrolizzatore proviene da fonti fossili, l’idrogeno prodotto non può essere considerato pienamente sostenibile.
Quando invece si utilizza energia da fotovoltaico, eolico o altre fonti rinnovabili, si ottiene il cosiddetto idrogeno verde, una delle soluzioni più promettenti per ridurre le emissioni nei settori difficili da elettrificare.

Un tassello chiave della transizione energetica

Gli elettrolizzatori non sono solo macchine: sono abilitatori di un nuovo modo di produrre e utilizzare energia.
Permettono di trasformare l’elettricità rinnovabile—spesso variabile e intermittente— in un vettore stabile, accumulabile e trasportabile. È un passaggio fondamentale per costruire sistemi energetici più flessibili, resilienti e a basse emissioni.
Scopri come NHP può aiutarti in questo viaggio, scrivendoci oggi stesso.